Questo sito non utilizza cookies di profilazione, nè propri nè di altri siti. Vengono utilizzati cookies tecnici per consentirti una più facile fruizione di alcune funzionalità del sito e Google Analytics per migliorare le funzionalità del sito

I SANTUARI

Rate this article
( 1 Vote ) 
Comment count: 0
Visite: 2417

Festa della Cinta Santuario Madonna del Pettoruto

Festa della Cinta Santuario Madonna del Pettoruto

 

Santuario Madonna del Pettoruto (foto G. Sangineti)


La Madonna del Pettoruto è uno dei santuari più conosciuti della Calabria, il suo nome deriverebbe da “petruto” ovvero pietroso, e si trova in un terrazzamento lungo la gola del fiume Rosa a 543 metri di altitudine sulle pendici monte Montea nel comune di San Sosti, nella cornice del Parco Nazionale del Pollino. La sua particolare posizione a due passi dal fiume tra il monte Montea ed il monte Mula, lo rende ancor più suggestivo. Meta di migliaia di pellegrini da tutta la Calabria e da varie parti del Mondo durante tutto l'arco dell'anno, trova il suo culmine nel mese di settembre, quando nei giorni che vanno dall'1 all'8, giù a valle, nel piccolo paese di San Sosti, si svolge la tradizionale millenaria fiera in onore della Madonna.

Foto famiglia Ungheri Ferrari, nelle foto Karol con i suoi genitori Claudia ed Emanuele e la comunità sansostese

Ogni anno oltre alla festività della Madonna nel mese di settembre, si svolge un particolare e significativo rituale, ogni prima domenica di maggio a San Sosti è festa solenne, si ripete un’antica tradizione, quella della “Cinta”, ovvero una cesta di cordone “Spacu” imbevuto di cera benedetta, portata da una fanciulla (sansostese) vestita di bianco fino al Santuario del Pettoruto, per offrirla alla Madonna a nome di tutta la comunità.

 Madonna del Pettoruto (foto G. Sangineti)

Tale ricorrenza ha la sua origine nella seconda metà del 1600 e con maggior seguito dopo il terribile terremoto del 1783, che lasciò carestia e pestilenza mettendo in ginocchio questa terra e i suoi abitanti che, si pongono insieme ai paesi limitrofi, sotto la protezione della Madonna. Si diede inizio ad un singolare pellegrinaggio dalle contrade vicine, venne formata una “cordata” di fede, simboli e preghiera, una vera e propria barriera contro il male, una “recinzione” simbolica. Dopo la celebrazione della Santa Messa, la “Cinta” tagliata in piccoli pezzi di circa dieci centimetri, viene distribuita ai fedeli dalla fanciulla di bianco vestita per portarla a casa e da accendere nei momenti di critici e di calamità.

Stefano Saetta

Santuario Madonna del Pettoruto (foto G. Sangineti)