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MUSEI

M.A.G.B. Museo Arti Gusto Buonvicino.

M.A.G.B. Museo Arti Gusto Buonvicino.

Follis dell'Imperatore Bizantino Costantino VII

Il museo conserva e valorizza la memoria storica di Buonvicino custodendo quei manufatti, che testimoniano la storia e le tradizioni del territorio. Gli oggetti conservati fanno riferimento ad un lasso di tempo che va dal X secolo fino ai giorni nostri.

Suddiviso in 5 ambiti tematici: Archeologia, Arte contemporanea, Arte popolare, Arte sacra, Beni ambientali.

Nella sezione riservata all’archeologia ritroviamo reperti rinvenuti durante 2 due campagne di scavo coordinate dal Prof. Giuseppe Roma, del Dipartimento di Archeologia dell'UNICAL, tenutesi tra il 2009 e il 2011, in località di Sasso dei Greci, che attestano la presenza di insediamenti bizantino-longobardo. Troviamo quindi utensili in ferro destinati alla lavorazione boschiva. Di particolare valenza risultano essere le monete rinvenute: un follis dell'Imperatore Bizantino Costantino VII, coniato tra il 913-959, ed un tarì aureo della metà dell'XI secolo di coniazione normanna. Rinvenuti inoltre frammenti di ceramica e frammenti di un enkolpion cruciforme.

La sezione dedicata all'Arte Contemporanea comprende opere donate al Museo Civico dal maestro Giuseppe La Fauci. La ceramica artistica porta la firma di Arte Pink ed è stata realizzata in un arco di tempo che va dal 1964 al 2013: in cotto patinato sono raffigurati soggetti ed episodi sacri e personaggi ispirati al folklore calabrese.

La sezione di Arte Popolare annovera i reperti donati dalla popolazione di Buonvicino al Prof. Francesco Casella. Sono oggetti di uso comune che raccontano la vita quotidiana tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Vengono pertanto evidenziati i mestieri più diffusi nel territorio come il falegname, il fabbro, il calzolaio, il boscaiolo. Sono presenti gli utensili che raccontano la lavorazione tessile del lino e della ginestra e la produzione dell'olio e del vino. Infine gli oggetti utilizzati in cucina, per l'illuminazione e il riscaldamento e una piccola sezione dedicata agli strumenti musicali.

La sezione di Arte Sacra conserva oggetti di corredo di una o più chiese, come decorazioni d'altare: lampade pensili, (alcune delle quali riportanti il bollo della Bottega Napoletana di Catello) candelabri, aspersori e secchielli per l'acqua benedetta, navetta porta incenso e turibolo. Sono conservati anche un giglio e una statua in legno raffigurante il Bambinello, databile alla fine del XVII secolo.

La sezione dedicata ai Beni Ambientali presenta 18 pannelli espositivi illustrano l'ecologia del lupo che vive nel Parco Nazionale del Pollino e campioni di roccia ignee e sedimentarie, nonché campioni di stalattiti e stalagmiti.

 

Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia MUSAP

Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia

MUSAP

Il Museo di Storia di Morano Calabro nasce negli anni 80 dello scorso secolo, grazie ad un emerito storico il professor Francesco Mainieri. Il suo progetto si concretizza con l’allestimento nel Chiostro di San Bernardino da Siena, di una grande Mostra Storica “Contadini e Pastori”.

Nel corso degli anni, il prof Mainieri recupera con sacrificio, passione e tanto lavoro una serie infinita di oggetti che riguardano il settore dell’agricoltura e della pastorizia. Da lì l’idea di creare un grande Museo, dapprima collocato in alcuni locali della scuola elementare, e nel 2003 raggiunge in modo definitivo la sua sede ufficiale nel palazzo Salmena in via Giudea.

Il Museo è nato dall’esigenza di avviare e stimolare una riflessione, sulla realtà agropastorale nell’area del più grande Parco d’Italia il “Pollino”. Attraverso una raccolta organica delle testimonianze di quella realtà non solo con reperti materiali ma anche di fonti scritte ed orali, da carte dei luoghi, da fotografie di epoche diverse ed altri materiali iconografici.

Il museo, si divide in nove sezioni all'interno delle quali facciamo veramente un viaggio a ritroso nel tempo.

Entriamo nel piano seminterrato del palazzo Salmena.

Davanti i nostri occhi la grande e funzionale cucina economica del palazzo a cinque fuochi, un grande camino e una bella fontana lavatoio.

Iniziamo la visita del Museo entrando nelle nove sezioni:

Lavoro agricolo: aratri in ferro e in legno; arnesi per piantare; grandi serre per taglio di tronchi; picconi-zappe ecc., una ricca documentazione fotografica ci catapulta in ere passate.

I rapporti di produzione nelle campagne e la popolazione agricola: torchi per il vino; imbuti; macchina per macinare l’uva; canestri di canapa per spremere le olive; arnie, smielatore, pannelli illustrativi con i vari canali di irrigazione. Basto, giogo, ceste per il trasporto di ortaggi; imballatrice.

Edilizia rurale: in questa possiamo notare la differenza sostanziale delle abitazioni rurali. La semplicità dei piccoli locali adibiti a ricovero attrezzi; case coloniche e abitazioni padronali; ingranaggio di un antico orologio.

Interno della casa contadina: in essa osserviamo una miriade di utensili di uso domestico: piatti realizzati in ceramica antica, suppellettili, braciere con piedistallo, cassapanca. L’angolo dedicato al maiale, la zona letto, immagini di Santi, tostacaffè, mortai in pietra, ceste, il grande camino con la camastra, fornaci, spiedi, i forni antichi del palazzo baronale…insomma visitare questa sezione è qualcosa di meraviglioso.

Saliamo, ora nel pianoterra del palazzo. I nostri occhi hanno di fronte un’antica carrozza del 1910 acquistata in quel periodo storico a Castellamare di Stabia da una famiglia benestante.

Il territorio e il paesaggio agrario una grande documentazione fotografica ci illustra il territorio, carte geografiche, fotografie aeree. Un’ampia sala convegni utilizzata nel corso dell’anno per le varie attività culturali del Borgo.

Le industrie rurali: la lana e la seta; settore notevole di economia del borgo un tempo, grande produzione di lana e di seta. Varie attrezzi per la lavorazione di queste fibre vediamo un antico cardo, i telai, i fusi, gli incannatori, le spole e tanti altri oggetti utilizzati dalle sapienti mani delle donne di un tempo.

I mulini e le gualchiere attraverso ricostruzioni vediamo quello che erano questi antichi opifici idraulici, presenti nel territorio di Morano Calabro.

La pastorizia e i pastori utensili di varie dimensioni documentano la lavorazione del latte, canestri per ricotte e formaggi, mestoli in legno. Forbici per tosare le pecore, calderoni in rame, collari chiodati, marchi per bestiame, campanacci e tanto altro.

Visitare il Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia avvia una riflessione importante nell’animo del visitatore, innesca in esso un fascino importante da vivere durante la visita guidata.

Le guide turistiche abilitate della società Perla del Pollino amano trasmettere la storia del territorio del Pollino ricco di aneddoti, di leggende, di fonti orali e soprattutto fanno conoscere gli aspetti culturali, storici, naturalistici ed eno-gastronomici.

Servizi

Punto informativo-Biglietteria

Laboratori didattici

Sala video-conferenze

Visite guidate nel Museo, nei borghi del Pollino e nel Parco Nazionale.

www.perladelpollino.it

Il Museo di Storia dell’Agricoltura e della Pastorizia è visitabile tutto l’anno su prenotazione, contattando i seguenti numeri :389/6417021-340/7067534

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Museo delle Icone di Frascineto

Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina

Frascineto

 


Il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina di Frascineto, centro d’eccellenza della cultura Bizantina in Calabria, meta indiscussa ed apprezzata da italiani e stranieri nonché elemento di ammirazione per i cultori ed appassionati del settore, è stato realizzato dopo un’attenta analisi del contesto italo-albanese di tradizione bizantina. Istituito nell'anno 2007, ha reso fruibili al pubblico straordinarie collezioni di icone di datazione compresa tra il XV e il XX secolo provenienti da varie località della Russia, Ucraina, Bielorussia, Grecia, Bulgaria, Romania e Serbia.

Nel corso degli anni il Museo si è affermato sul territorio come realtà solida nel settore dell’arte, della spiritualità e della liturgia bizantina, catalizzando l’interesse di numerosi tour operator attraverso una fidelizzazione straordinaria. L’esposizione, arricchita da paramenti e arredi liturgici, medaglie commemorative e celebrative e testi appartenenti alla liturgia bizantina, è stata ampliata e rinnovata nel 2017, offrendo un’esperienza sensoriale di forte impatto dove l’iconografia e la tradizione bizantina sposano la modernità degli spazi.

Il Museo, predisposto per la visita dei diversamente abili, è dotato di percorsi destinati ai non udenti, di audio guida multilingue e consente, attraverso l’ausilio di supporti multimediali, di arricchire le conoscenze dell’antica arte dell’iconografia espressa in tutto il suo splendore attraverso una suggestiva panoramica del ricco patrimonio teologico e liturgico di alto valore culturale.

Il progetto espositivo è stato configurato sull'intero tessuto urbano e, per la prima volta, va ad interpretare e interagire con i luoghi di culto di tradizione bizantina presenti sul territorio. La sua realizzazione è stata curata da uno staff internazionale di esperti che hanno sviluppato gli spazi adeguandoli alle esigenze di rappresentazione dei diversi temi trattati dal percorso museale organizzati in sezioni diverse di carattere propedeutico e didascalico. Si tratta quindi di un’esposizione complessa ed affascinante dedicata ad un rapporto stretto e di confronto tra la creazione artistica e lo spazio sacro che viene indubbiamente valorizzato nella sua totalità, esaltandone la forza espressiva dei contenuti.

Servizi:

• Prevista Attività Didattica
• Visite Guidate
• Predisposto per la visita di diversamente abili.

 

Orario:
Lunedì:Chiusura Settimanale
Martedì:1/4-30/9:10.30-13.30/17.00-20.00 § 1/10-31/3:10.30-13.30/16.30-19.30
Mercoledì:1/4-30/9:10.30-13.30/17.00-20.00 § 1/10-31/3:10.30-13.30/16.30-19.30
Giovedì:1/4-30/9:10.30-13.30/17.00-20.00 § 1/10-31/3:10.30-13.30/16.30-19.30
Venerdì:1/4-30/9:10.30-13.30/17.00-20.00 § 1/10-31/3:10.30-13.30/16.30-19.30
Sabato:1/4-30/9:10.30-13.30/17.00-20.00 § 1/10-31/3:10.30-13.30/16.30-19.30
Domenica:Apertura su prenotazione per gruppi organizzati

Ticket di ingresso:
Intero Euro 3,00
Ridotto Gruppi Euro 2,50
Ridotto Convenzionati Euro 2,00

Collegamenti al Servizio:
Museo Comunale delle Icone e della Tradizione Bizantina
Presentazione Museo in LIS

Contatti:
Telefono: 0981 32688 Fax: 0981 32488 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PER PRENOTAZIONI: 3938534284 - 3938534285 - 3938534286

Info e fotografie fornite dall'operatore Angelo Castellano

 

 

Museo "Il Nibbio" Morano Calabro

Centro Studi Naturalistici del Pollino
“ Il Nibbio”


www.ilnibbio.it

 

Un borgo nell'anima di un borgo
Le grandi passioni nascono dal profondo dell’anima, spesso in nicchie poco accessibili ove si fondono ingredienti meravigliosi che possono diventare piatto prelibato per le persone dotate di una sensibilità raffinata, senza inutili sovrastrutture.
Questo caso specifico rappresenta una sorta di “Laboratorio Turistico Culturale”, un luogo ove il linguaggio è quello del turismo emozionale, sostenibile e solidale, mediante il recupero e riutilizzo degli antichi complessi edilizi che compongono il borgo adiacente al Castello Normanno-Svevo, posto sulla sommità del pregevole centro storico di Morano Calabro.

L’obiettivo di diffondere una nuova cultura dell’ambiente e dell’ospitalità, ci ha spinti a creare “Un contesto favorevole, ove le tematiche legate all'ambiente naturale si fondono in modo armonico alle pregevoli fattezze del vissuto dell’antico borgo medievale di Morano. Luogo ove condividere anche esperienze umane , dove il <viaggio >, anche come metafora della vita, torna ad assumere la sua centralità”. Greci, romani e normanni attraversarono questi luoghi, infine i grandi viaggiatori come l’austriaco Norman Douglas agli inizi del novecento e l’artista olandese Maurits Cornelis Hescher , scrissero su Morano (porta di accesso della Calabria e crocevia di migrazioni di antichi popoli) nei loro racconti di viaggio.


La tutela e la valorizzazione dei beni naturali, il recupero e la diffusione delle tematiche storico –antropologiche, diventano il motore di un complesso di strutture che parlano un solo linguaggio:
“Armonizzare il rapporto tra gli esseri umani e l’ambiente in cui vivono”.


Un vero e proprio “borgo nel borgo” in costante evoluzione, oltre venti strutture, ognuna delle quali
svolge una precisa funzione nell’ambito del mosaico complessivo ma è costantemente posto in correlazione con tutte le altre; è tuttavia possibile ipotizzare una lettura per macroaree.


Il Museo Naturalistico
Il museo naturalistico diffuso “Il Nibbio” è organizzato in sezioni monotematiche. Gli antichi immobili storici, posti a ridosso del Castello Normanno, opportunamente ristrutturati secondo i canoni del restauro conservativo, sono diventati volano culturale. In ognuno di essi si affronta uno specifico tema legato all’ambiente naturale, senza però trascurare le sue peculiarità, con bellissimi richiami ad un vissuto semplice ma ricco di armonia. Le sezioni di questo particolare tipo di museo trattavano di mammiferi, uccelli, insetti conchiglie e fossili del Pollino, con riferimenti al mondo vegetale del Pollino. Il museo è dotato di collezioni specialistiche di grande valore a carattere scientifico, quale quella sugli insetti del Pollino.


I grandi diorami (Riproduzioni in scala reale di porzioni di ambienti naturali), rappresentano un metodo efficace per spiegare il comportamento degli animali in natura fissando l’attenzione sul concetto di “Reperto Naturale” e sulla sua importanza anche come bene culturale da tutelare e valorizzare.
Il museo svolge attività di laboratorio naturalistico ed è dotato di un servizio guide.

Per i visitatori, gli studiosi, gli artisti, gli appassionati o per i semplici viaggiatori che amano l’ambiente e il paesaggio, ci siamo dotati di strutture ricettive di pregio, proprio perché realizzate negli immobili storici del borgo antico, ripristinando l’antico concetto di ospitalità per i grandi viaggiatori, già presente nel territorio di Morano Calabro in quanto punto strategico lungo l’asse di percorrenza Nord-Sud.
Il nostro modello di ospitalità:



L’ Ospitalità Diffusa


In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti una esperienza di vita del pregevole centro storico di Morano Calabro (uno dei Borghi più belli d’Italia), puntando su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti.
Numerose casette restaurate con cura costituiscono la nostra peculiare visione sul modello dell’albergo diffuso; esse contengono arredi semplici, autentica testimonianza di una dignitosa civiltà contadina e costituiscono l’antico Vicinato ove la vita di relazione si svolgeva in modo intenso, nella condivisione quasi obbligatoria del vissuto quotidiano.


L’Ospitalità Diffusa è anche un modello di sviluppo del territorio che non crea impatto ambientale perché non è necessario costruire niente, dato che ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già. Allo stesso tempo funge da “presidio sociale” e anima i centri storici trasformandoli in luoghi da vivere e da abitare, stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell’offerta. Inoltre , grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono, e alla presenza di una comunità di residenti lo stesso riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita, conforme alle esigenze del profilo del turista "permeabile".


Le Botteghe Artigiane
Le antiche botteghe artigiane, recuperate con cura, incastonate lungo i vicoli nei quali sorge il Nibbio, forniscono una traccia genuina del vissuto del luogo. Gli oggetti e i contesti a forte valenza storico-antropologica raccontano un vissuto fatto di semplicità e sacrificio.

Il contributo che i nostri ospiti forniscono, a fronte dei servizi erogati, viene utilizzato per uno scopo sociale e non per produrre profitto, modello che a nostro avviso rappresenta la nuova frontiera del turismo solidale. La crisi in atto, si configura come opportunità per mettere in moto un pensiero nuovo, creatività, forze ed energie capaci di fungere da volano culturale ed economico, avendo ben chiaro l'obiettivo e prima ancora i destinatari della proposta.

ALTRI SERVIZI PRESENTI
1. Videoteca specialistica per gli argomenti trattati nel museo;
2. Giardino attrezzato per eventi all’aperto e degustazione enogastronomica;
3. Caffè Letterario “Il Convivio del Nibbio”;
4. Biblioteca naturalistica e storico-locale;
5. Punto informativo territoriale;
6. Laboratori didattici;
7. Escursioni e visite guidate nel Parco Nazionale del Pollino;
8. Eventi culturali: Arte, Musica e Spettacolo.

DOVE DORMIRE
Ospitalità diffusa “ Le Case del Nibbio” info: www.ilnibbio.it - Tel.: 3348803292
CONTATTI
Centro Studi Naturalistici del Pollino “Il Nibbio”
Vico II Annunziata, 11 - 87016 Morano Calabro (CS)
C.F. : 94003790782 P.I. : 02277380784
Sito Web: www.ilnibbio.it
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: 3348803292

Responsabile : Ing. Nicola Bloise 3348803292

Museo Dinamico della Seta

Museo Dinamico della Seta

Mendicino (CS)

Pur non ricadendo nel Territorio del Parco del Pollino trovo interessante far conoscere questa realtà, come testimonianza di un importante passato industriale e non solo.

Mendicino e le Filande - Mendicino nell’Ottocento è uno dei centri più importanti per la produzione della seta greggia. Le campagne sono letteralmente coperte di gelsi ed In ogni famiglia le contadine allevano bachi. Nel 1857 fuori e dentro il centro abitato, ci sono quaranta filande e alla fine del secolo, presso la Camera di Commercio di Cosenza ne risultano iscritte 111, alcune delle quali sono animate da un motore idraulico della forza di 4 cavalli e dove per circa quattro mesi all’anno e dodici ore al giorno lavorano 30 uomini e 320 donne di cui 120 fanciulle.

Dalla fine dell’Ottocento sino agli inizi del Novecento ne rimangono solo due per la cardatura e la filatura dei cascami di seta, quella di Domenico Gaudio e l’altra di Eugenio Gaudio che si sono conservate integralmente e costituiscono gli attuali musei della seta, splendidi ed unici esempi di archeologia industriale. La prima, costruita nella seconda metà dell’Ottocento, è stata quella più longeva ed ha funzionato fino alla prima metà del Novecento. La seconda costruita nel 1915 è rimasta in funzione fino al 1925.

La struttura della filanda più antica ripete gli schemi di tutte le filande dell’Ottocento, edifici parallelepipedi, con grandi vetrate rettangolari, collocati vicino a corsi d’acqua per sfruttare la forza idraulica. Il sistema di trattura è quello ad aspo piccolo, alla piemontese, con le cinghie di fermo, inventate da Galvano, che consentono di togliere le matasse senza fermare tutti gli altri aspi.

La seconda filanda che costituisce il Museo Dinamico, si sviluppa invece su tre livelli in previsione non solo della lavorazione della trattura ma anche per quelle prodromiche del deposito dei bozzoli freschi e della loro essiccazione . Infatti nel pianterreno si trovano due fornaci di forma cilindrica che, alimentate da legname di quercia, cerro, ontano o carbon fossile, mandano il calore necessario alle vasche collocate al secondo piano per l’essiccazione dei bozzoli che vengono posti nelle bigattiere.

Nello stesso piano è collocata la filanda vera e propria con il banco di trattura e le piantane con gli aspi della seta. Infine nel terzo livello vengono depositati i bozzoli freschi appena acquistati. Sul banco di trattura, ‘a conca d’a mashra’ la conca della maestra, avviene l’operazione di dipanamento dei fili serici dai bozzoli, in modo da formare un unico filo passando attraverso la tavella, nella maggetta sulle rotelline ed infine avvolto sull’aspo a forma di matassa. Le due strutture collocate a poca distanza l’una dall’altra, si trovano nel centro storico del paese, a pochi passi dal Municipio e facilmente raggiungibili a piedi.

Sono aperte su prenotazione telefonando ai numeri 0984/638006 349/7273574 327/6614508.


Museo Dinamico della Seta

Il Museo del Peperoncino Maierà

Il Museo del Peperoncino Maierà 

Ubicato nel Palazzo Patrizio nel cuore del centro storico di Maierà, nasce da un’idea dell’Accademia Italiana del Peperoncino presieduta dal prof. Enzo Monaco e sostenuta dall’Amministrazione Comunale.
Da luglio 2016 fa parte dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei.
È gemellato con il Museo “Pepem Fabuleum di Satriano di Lucania (Pz) e il Museo “Ovo Pinto” di Civitella sul Lago (Tr).
Un Museo per raccontare seimila anni di storia.
Un posto per mettere in mostra l’arte, gli oggetti e la pubblicità ispirata al “diavolillo”.
Un riferimento obbligato per gli amanti dei profumi e dei sapori piccanti.
La testimonianza e la memoria di un grande amore per la Calabria che lo ha eletto a simbolo della sua identità culturale.
È dotato di varie sale espositive e precisamente:
- La Via del Peperoncino: seimila anni di viaggi in giro per il mondo raccontati da mappe, fotografie, disegni e testimonianze storiche.
Notizie e kit di coltivazione, arricchiscono la sezione.
- La pianta profumi e sapori: una panoramica sulle varietà coltivate nel mondo.
- La sezione della Pubblicità e Fantasia di ogni giorno: all’interno di essa si trova la collezione di salse di più famose provenienti da ogni parte del mondo, donata al Museo dal Generale Carlo Spagnolo – Primo Cavaliere di Sua Maestà il Peperoncino.
- La “Collezione di Uova Pic” realizzate nel Concorso ideato dal Museo Ovo Pinto –Civitella sul Lago, in occasione del 25°anno del Festival del Peperoncino, e conseguente gemellaggio piccante con lo stesso;
Profumi, bagno-schiuma, accendini, il “Peperoncino Spray” realizzato da Emiliano Cirillo con bombolette spray (utilizzati per alcuni Murales di Diamante), i quadri ed i manifesti delle pubblicità, il costume di carnevale, il peluche e i festoni a peperoncino, e tante infinite curiosità sono ubicate nella stessa.

Photo Praino - Maiera'


- La sezione della Satira con le “Vignette sul Ring” nata dall’intuizione piccante del famoso vignettista Gianfranco Passpartout.
Novità in assoluto è la Collezione “Walt Disney Pic” realizzata con l’arte della pirografia della Signora Fiorella.
- Tre risultano gli angoli dedicati:
1 - I segni zodiacali;
2 - “Zafarana di Tortora” (in provincia di Cosenza) il peperone rosso per eccellenza della Calabria;
3 - Le Creazioni Artigianali Pic di Angelo PEPPER Sansone.
4 – La novità 2019: “Il Museo del Peperoncino” nel Museo del Peperoncino è un’opera realizzata dal laboratorio “I Ceramili” di Eduardo Ziruffo;
- La Collezione “Chiliphernalia” di Harald Zoschke – febbraio 2017.
- La sezione Ceramica & Peperoncino con la “Tazzina Pepita” che la fa da padrona, una tazzina accattivante, curiosa e stimolante, realizzata nel 2014 dall’artista Franco Saporito ed esposizione di Capolavori in ceramica di importanti artisti oltre a vari pezzi in ceramica realizzate da varie aziende;
Curiosità desta il Presepe Pic in Miniatura realizzato dalla famiglia Tiscione di San Gregorio Armeno (Na) - la patria dei presepi.
- La sezione hot (v.m.14 anni) con lo spazio Eros & Kamasutra e i dipinti di Francesco Cirillo
Belli e colorati risultano essere le Creazioni di Fiorella: costumi, pareo, copri-costume, teli tutto a tema peperoncino.
All’interno di essa è ubicata una opera marmorea realizzata da Michele Valenza che ritrae il Gemellaggio Piccante tra il “Peperoncino di Diamante” ed il “Pomodoro siciliano di Villalba”, oltre a pezzi dell’eros…piccante!
- Gli Ospiti Pic a Maierà e i Libri sul Peperoncino;
- La Sala Quadri e la Proiezione in tv del Racconto del Museo, del Festival del Peperoncino di Diamante o la Filiera del Peperoncino o il Racconto del Museo narrato dal prof. Enzo Monaco;
- La sezione Aziende & Gastronomia con l’esposizione del peperoncino in tutte le salse (prodotto, trasformato e commercializzato dalle medesime).
Interessante e colorato è l’angolo del Cioccolato & Peperoncino.
All’interno è possibile trovare Gadget e Prodotti Piccanti da gustare e da regalare.

Photo Praino - Maiera'


Il Museo è aperto: dal 15 giugno al 15 settembre tutte le sere dalle ore 18:00 alle 22:00.
Durante i cinque giorni del “Peperoncino Festival”, che si svolge ogni anno a Diamante (Cs), è aperto dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 18:00.
I gruppi e le comitive possono concordare i giorni e gli orari delle Visite in qualsiasi altro giorno, telefonando all’Accademia Italiana del Peperoncino (tel. 098581130) e al Comune di Maierà (tel. 0985889102).
Cartelli e Segnali indicheranno il Museo con un “logo” inconfondibile, un Peperoncino Rosso Fuoco collocato sopra un Capitello.

 

MUSEO DEL PEPERONCINO
Piazza Francesco Vaccaro già Sindaco
87020 MAIERA’ (Cs) – Calabria – Italia
Comune di Maierà 0985889102
Accademia Italiana del Peperoncino 098581130
www.museodelpeperoncino.it
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COME ARRIVARE A MAIERA’ (Cs) – Calabria
da NORD: Percorrendo l’Autostrada A3 (SA-RC) uscita a Lagonegro Nord,
percorrere la strada Statale SS18, uscita Maierà-Grisolia.
da SUD: Percorrendo l’Autostrada A3 (SA-RC) uscita a Falerna,
percorrere la strada Statale SS18, uscita Maierà-Grisolia.

 

In primo piano Maierà e sullo sfondo Grisolia


NOTE

1) Il Museo è aperto :
• dal 15 Giugno al 15 Settembre, tutte le sere dalle ore 18:00 alle 22:00.
• Durante i cinque giorni del “Peperoncino Festival”, che si svolge ogni anno a Diamante (Cs), è aperto :
dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 18:00.
• I gruppi e le comitive possono concordare i giorni e gli orari delle Visite in qualsiasi altro giorno, telefonando all’Accademia Italiana del Peperoncino (tel. 098581130) e al Comune di Maierà (tel. 0985889102).
2) Ingresso Euro 1,50 a persona :
• da Versare su C/C postale oppure Bonifico su C/C Bancario intestati al Comune di Maierà (Cs) . (Dati da concordare con il responsabile Ufficio Ragioneria);
Causale : Ingresso Museo del Peperoncino, la data del gruppo ed il numero dei partecipanti.
Seguirà Fattura Elettronica emessa dal Comune di Maierà.
3) Per i Gruppi : Gratuità Accompagnatore e Autista Pulman
4) Si Fornisce Visita Guidata all’interno del Museo e Proiezioni tv :
racconto del Museo narrato dal prof. Enzo Monaco Pres. Acc. Ital. Peperoncino; oppure la Filiera del peperoncino – Azienda; oppure racconto del Festival del Peperoncino di Diamante.
5) Il Museo è dotato di Servizi Igienici.

Ulteriori Info Cell 3478843613 Diego Granata

 

Raccolta Privata "P. D'Agostino"

La raccolta Privata "P. D'Agostino"

di Morano Calabro

In uno dei centri più belli e ricchi di storia del Parco Nazionale del Pollino, Morano Calabro, per amore e per passione nasce un'esposizione privata di geologia, malacologia e paleontologia.

TRIDACNA GIGAS Zona INDO PACIFICA ed AUSTRALIANA mari caldi ed associata alle barriere coralline.


I coniugi Cettina e Khaled Helmy (D' AGOSTINO CONCETTA e AHMED KHALED HELMY), in trentacinque anni di matrimonio hanno raccolto e collezionato reperti naturalistici ed hanno istituito una raccolta privata a livello personale e naturalistico comprendente FOSSILI, CONCHIGLIE e MINERALI.
Grazie all'amore per i loro studi universitari naturalistici e geologici avvenuti nell’ateneo della "SAPIENZA" di ROMA, e grazie ai loro viaggi di lavoro, hanno potuto raccogliere, esaminare e studiare i reperti che compongono la collezione.
I viaggi e le escursioni sono stati lontani, lunghi e difficili per le loro ricerche geologiche e naturalistiche. Parliamo di reperti dell'Egitto, studio dei molluschi del Mar Rosso. della Penisola Arabica che si estende dal Mar Rosso al Golfo Persico, della Cina nel Deserto Del Gobi.
Amici, colleghi e parenti hanno contribuito ad arricchire la loro collezione con donazioni e con apporti di nuove informazioni.
Si parla di reperti dall’AUSTRALIA, da ERTA ALE, dal MALAWI, dagli EMIRATI ARABI, dall'OMAN, di conchiglie Dall’INDIA, di Rose Del Deserto dal NORD AFRICA E di quarzi dal SUD AMERICA.

GEODE CON MICRO xx DI QUARZO si trova generalmente nei sedimenti dovuti all'erosione di PEGMATITI.


Grazie ai loro studi, i loro reperti sono stati selezionati, classificati ed organizzati in sito secondo la storia della terra e costituiscono un percorso didattico sia per visitatori giovani sia per coloro più afferrati in materia.
Si possono ammirare circa 240 fossili che vanno a formare la parte paleontologica che copre tutte le era geologiche dal CAMBRIANO al QUATERNARIO ITALIA, EMIRATI, BRASILE e OMAN.

CORALLO DI FUOCO proveniente dal Mar Rosso.


La sala della malacologia mette in esposizione più di 4000 molluschi fra bivalve e gasteropodi, inoltre celenterati, per lo più dalla zona INDO PACIFICA e MEDITERRANEA, coralli provenienti dal MAR ROSSO CARAIBI ed ITALIA, poriferi ed echinodermi.
L'esposizione della parte mineralogica si divide in: sala dei cristalli provenienti dal BRASILE MAROCCO, CINA, AUSTRALIA ed AFRICA; sala dei minerali propriamente detta, classificazione dei minerali nelle loro otto classi di formazione, rocce suddivise nelle tre formazioni SEDIMENTARIE VULCANICHE E METAMORFICHE, ed in fine sabbie da tutte le parti.
Oltre alle sale geologiche e, stata allestita una saletta con una piccola raccolta di presepi sia costruiti che acquistati.
La raccolta è sita nell'antico palazzo P. D'AGOSTINO in via VIGNA della SIGNORA nel centro storico di MORANO CALABRO ed è aperta tutto l’anno.


CORALLO DI FUOCO proveniente dal Mar Rosso.


Fossili vari:
1 TRILOBITI
2 BRACHIOPODI
3 BELEMNITE
4 RUDISTA
5 AMMONITI
6 MODELLO INTERNO DI GASTEROPODE

 

 

Info e prenotazioni al +39 3401708300 - +39 3493837790

Via Vigna della Signora 87016 Morano Calabro, Italy

E' consigliata la prenotazione per le visite alla collezione.

Il Museo Archeologico di Castrovillari

Il Museo Archeologico di Castrovillari


Il Museo Archeologico di Castrovillari realizzato per opera del ricercatore Agostino Miglio fu costituito dal Comune nel 1957 e ubicato nell'edificio attualmente adibito a sede della locale sezione dell’Archivio di Stato; nel 1983 fu trasferito a Palazzo Gallo, prima nelle sale a piano terra e successivamente, nel 1993, nelle sale del primo piano.
Nel 2002 il Museo Archeologico viene trasferito presso il Protoconvento Francescano per opera del Gruppo Archeologico del Pollino, associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, che, in occasione del suo ventennale, ne cura l’apertura presso la nuova sede il 21 dicembre 2002.
Nel 2007, in occasione dei suoi venticinque anni di attività, il Gruppo Archeologico del Pollino, con la direzione dell’Avv. Claudio Zicari, ne cura la riapertura in un nuovo allestimento costituito da più moderni e funzionali espositori, arricchito di pannelli illustrativi e supportato da un’aula didattica multimediale.

Il Museo Civico documenta il patrimonio archeologico del Territorio di Castrovillari e del suo circondario dalle epoche preistoriche fino all’alto medioevo. Vi sono custoditi reperti litici ed ossei, provenienti dalla contrada Celimarro di Castrovillari dove è stato individuato un sito risalente al Paleolitico. L’epoca preistorica è documentata, inoltre, da reperti provenienti dalle grotte sant’Angelo di Cassano Jonio che hanno restituito testimonianze anche dell’età del Bronzo. Particolarmente interessante è anche la serie di reperti provenienti dalla necropoli protostorica di Belloluco, località posta lungo il corso del fiume Coscile in territorio castrovillarese. Di particolare pregio è la sequenza in ordine cronologico dei reperti provenienti dal Colle della Madonna del Castello, località da cui trasse origine l’abitato castrovillarese, che attestano, come il colle fu abitato, senza soluzione di continuità, dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri. Sono esposti, infatti, nelle vetrine dedicate al colle sono esposti strumenti in pietra di epoca preistorica, frammenti dell’età del bronzo e del ferro, reperti di epoca greca riferibili, tra l’altro, anche a un luogo di culto, frammenti di epoca romana e pregevoli testimonianze di ceramica altomedievale.

Il Museo Civico raccoglie le tracce della frequentazione greca anche provenienti anche dai quartieri del vescovado e dallo stesso protoconvento, ove, durante i lavori di restauro furono rinvenuti, dal Gruppo archeologico del Pollino, una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota; riferibili a tale cultura sono i corredi tombali della necropoli della contrada castrovillarese di Ferrocinto; e da questa necropoli proviene anche uno scheletro ben conservato in una teca unitamente ai piccoli vasi e a una punta di lancia che consente di identificarlo in un antico guerriero del III sec. a.C.. Il Museo Civico ben documenta anche la presenza romana del territorio di Castrovillari ove sono state individuate una serie di ville rustiche; che hanno restituito frammenti della raffinata ceramica romana detta sigillata, delicati recipienti in vetro e una serie di attrezzi agricoli in ferro e frammenti di grossi vasi per derrate alimentari attestanti un intenso sfruttamento agricolo del territorio già in epoca romana.

Tra i reperti altomedievali, spiccano, per pregio e per fattura, quelli provenienti dalla necropoli di Celimarro, dove, delle tombe scavate nella roccia, hanno restituito, tra gli altri, una fibula in bronzo raffigurante un cavallino decorato a piccoli cerchietti e una crocetta in piombo decorata a pallini, quest’ultima rinvenuta dal Gruppo Archeologico del Pollino. Nel Museo sono presenti inoltre ricche collezioni di reperti provenienti dal sito di Francavilla Marittima e Torre del Mordillo di Spezzano Albanese, dei quali sono presenti testimonianze sia del periodo indigeno che del periodo greco. Il Museo conserva, infine, quel che resta della collezione di reperti archeologici del Marchese Gallo che costituisce uno dei nuclei originari di questa interessantissima realtà museale dalla quale non può prescindere nessuno studioso, che voglia seriamente occuparsi della storia di quell’area interessantissima che va dalla Sibaritide al Pollino.

A cura del Gruppo Archeologico del Pollino

http://www.museoarcheologicocastrovillari.it/museo/index.htm

 

 

ECOMUSEO

ECOMUSEO


Parco Nazionale del Pollino

Sandro Berardone

 



L'Ecomuseo del Pollino, si trova nel complesso Monumentale Santa Maria della Consolazione a Rotonda (PZ), racchiude e riassume l'enorme patrimonio del Parco Nazionale del Pollino, sotto gli aspetti paesaggistico-naturale e storico-culturale.

 

L'Ecomuseo è un momento di incontro tra natura storia e tecnologia, qui si racconta ogni aspetto del territorio del Parco configurandosi come un polo attrattivo per i visitatori di tutte le età. La storia del Parco, la flora, la fauna, cultura e tradizioni, vengono raccontate in un percorso espositivo che affascina il visitatore in un'affascinante viaggio alla scoperta del Parco.

 

I nuovi linguaggi della comunicazione museale, e l'ausilio di immagini, filmati, ricostruzioni in grafica 3d, ambientazioni tattili, visive e auditive lo rendono una meta obbligata per il visitatore che viene a conoscere il Pollino.

 

 

Contatti:
Tel: +39.0973.669311
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Indirizzo: Complesso monumentale Santa Maria della Consolazione Rotonda (PZ) - CAP 85048

Foto Gaetano Sangineti