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EnoGastronomia

Cantina Rizzo 

Frascineto

Storia Aziendale
La nostra azienda è una piccola realtà in un suggestivo panorama ai piedi del Monte Pollino.
Nasce nel 1998 per volontà di Gennaro Rizzo, proprietario dell'azienda, appassionato di viticoltura e da sempre desideroso di impiantare vitigni autoctoni in alcuni terreni storici di famiglia, caratterizzati da una particolare posizione geografica la quale, favorita dall'aria fresca dei monti e dalla brezza marina dello Ionio, contribuisce alla perfetta maturazione di ogni singolo grappolo.
Situata a Eianina, piccola frazione di Frascineto (paese di origine arbëreshe), la nostra cantina affiora fra un vasto uliveto che la circonda, ai piedi delle meravigliose montagne rocciose di Frascineto. Qui trasformiamo le uve provenienti esclusivamente dai nostri vigneti, che si estendono per circa cinque ettari.
Montonico, Malvasia e Pecorello (a bacca bianca), Magliocco canino e Greco nero (a bacca nera) sono le varietà di vitigni autoctoni che coltiviamo, la cui raccolta avviene rigorosamente a mano per selezionare solo i grappoli migliori direttamente sulla pianta.
Un tempo ogni famiglia di Frascineto era dedita all’arte vitivinicola. Chiunque avesse un terreno, seppur piccolo, si dedicava alla coltivazione della vite e alla produzione del vino, all’epoca venduto “sfuso” senza essere imbottigliato.

                                                        
Noi oggi abbiamo scelto di proseguire con questa antica pratica, attualmente molto radicata del nostro territorio, decidendo comunque di realizzare una piccola linea di vini in bottiglia, come prodotto di nicchia, per essere coerenti con la nostra filosofia: rispettare la tradizione, ma sempre con un occhio rivolto all’innovazione.
È proprio di questo che si occupa oggi il figlio Francesco, che ha preferito tornare nel proprio paese per amore della sua terra e della sua azienda piuttosto che rimanere in città a Bologna dopo aver terminato gli studi universitari.
Dopo aver preso in mano le redini dell'azienda, un pomeriggio, leggendo vecchi archivi storici di famiglia ha scoperto di avere un omonimo trisavolo, Francesco Rizzo appunto, che nel 1920 risultava essere uno dei primi cittadini di Frascineto a produrre vino.
Da sempre appassionato al mondo del vino, Francesco si prende cura della cantina a tutto tondo, dal vigneto alla vinificazione.
Proprio lavorando nei vigneti si è reso conto, con un’osservazione condotta da un punto di vista ampelografico, di avere fra le mani una vite storica molto particolare e i risultati del test del DNA della vite hanno confermato quella sua sensazione. Si tratta di un vitigno raro, il Montonico Pinto (a bacca bianca), di cui esiste solo 1 ettaro di proprietà appunto della Cantina Rizzo. Questo vitigno ha subito una modificazione genetica rispetto a "suo padre" il Montonico. La denominazione Pinto si deve ad alcuni puntini che si trovano sulla buccia dell'acino che all'inizio hanno fatto pensare che fosse punto da un insetto, da qui Pinto. In realtà non è punto da un insetto, ma è semplicemente un aspetto che lo caratterizza e lo distingue.
A brevissimo uscirà la prima DOP aziendale con Montonico Pinto in purezza, di cui non sveliamo ancora il nome e la storia.
Attualmente dunque i nostri vini in bottiglia sono cinque:
Timpa delle Fave, vino bianco che nasce dall'unione dell'uva Montonico (80%) e Malvasia (20%)
Monvecchio Rosso, che nasce dalla vinificazione delle uve provenienti dal Magliocco Canino (100%)
Monvecchio Rosato, prodotto da uve provenienti dal vitigno Magliocco Canino (100%)
Gëzuar è un vino rosso che prende il nome dalla lingua arbëreshë, ossia la lingua dei paesi italo-albanesi; Frascineto è uno dei pochi comuni che ancora rispetta e conserva la lingua e le tradizioni di questa minoranza etno-linguistica. La parola Gëzuar (si legge "Gzuar") significa letteralmente "Salute" e viene usata come esclamazione in un brindisi. Il vino nasce dall'unione dell'uva Magliocco Canino e Greco Nero.

                                                                                
E infine il Kroi, anch'esso derivante dalla lingua arbëreshe. Un vino prodotto da uve 100% Pecorello. Il suo nome significa Fontana ed è stato scelto per rendere omaggio al nome della via in cui è situata l'azienda, che conduce alla fontana storica del paese. Fontana sorgiva con cui un tempo le donne lavavano i panni e che ancora oggi vede molta gente recarsi lì per bere la sua ottima acqua fresca priva di cloro.

Azienda Agricola Casalnuovo del Duca

      

Casalnuovo del Duca era l'antico nome di Frascineto, paese Arbëreshë in cui ha sede l'azienda. La sua estensione complessiva è pari a 25 ettari coltivati a vigneti e uliveti. Essa pur rappresentando una realtà vitivinicola volta al futuro, affonda le sue radici nel passato. Difatti la famiglia Spata-Armentano, proprietaria dell'azienda, vanta antiche tradizioni nel settore della produzione vitivinicola. Prova ne è la vecchia cantina di famiglia nel centro storico di Frascineto e l'antico Palmento dove, fino all'ultimo ventennio dell'ottocento, l'uva veniva pigiata con i piedi e poi pressata in un antichissimo torchio artigianale costruito interamente in legno, oggi custodito gelosamente dai proprietari. Nel 2006 l'azienda inizia un articolato "Progetto Qualità" attraverso la scommessa su un territorio collinare vocato da sempre alla viticoltura e dal quale, con un lavoro intenso, con l'esperienza si potevano ottenere uve di straordinaria qualità. La loro oculata selezione ha portato alla nascita del marchio Casalnuovo del Duca.

I vini sono realizzati con vitigni autoctoni come il Pecorello per il bianco e il Magliocco per rosso e rosato.

 

Le ricette della Locanda di Alia

 

Lombo di vitello podolico con rape ed acciughe salate

Ingredienti per quattro persone

4 fette di lombo di vitello podolico Az.Agr. La Sulla alte 2 cm da 180 gr l’una

1 kg di cime di rape lavate e pulite

3 filetti acciughe salate

50 gr di olio evo

1 falda di peperone tagliata a cubetti

1 peperoncino piccante

1 spicchio di aglio tenero

sale q.b.

Esecuzione

In una padella mettere l’olio, l’aglio, la falda di peperone ed il peperoncino intero. Soffriggere finché l’aglio è diventato dorato. A questo punto unire i filetti di acciughe, prima dissalate in acqua fredda corrente. Schiacciare con una forchetta e tenere da parte.

In una casseruola sbollentare le rape in acqua in ebollizione leggermente salata per cinque minuti. Scolare e tritare grossolanamente, quindi aggiungere nella padella in cui si sono sciolte le alici. Rimettere sul fuoco e mescolando insaporire il tutto per poco tempo.

Nel frattempo mettere sul fuoco una padella antiaderente, ungere le fette di lombo con un po’ di olio e, quando la padella è caldissima, rosolare la carne per due minuti circa per lato. Ancora calda tagliarla a fette non sottili ed aggiungerla alle cime di rape. Mescolare sul fuoco per qualche minuto, distribuire nei piatti di portata e servire.

 

La Locanda di Alia

Ristorante dal 1952

Via Jetticelle 55 Castrovillari (CS)

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www.lalocandadialia

Le ricette della Locanda di Alia

Spaghetti con salsiccia, zucchine, melanzane e ricotta ceruta

 

Ingredienti per quattro persone

400 gr di spaghetti

1 zucchina

1 melanzana

2 pomodori piccadilly lavati, sbollentati, pelati e tagliati a cubetti

1 aglio tenero

70 gr di olio evo

300 gr salsiccia fresca sbriciolata

1 ricotta piccola ceruta

Sale q.b.

Esecuzione

Lavare e tagliare sottilmente la parte esterna della melanzana e della zucchina che verrà messa a soffriggere in una padella con poco olio.

Salare poco prima della fine della cottura quindi versare in un colapasta e lasciare scolare l’olio in eccesso.

In un’altra padella versare il rimanente olio e lo spicchio d’aglio soffriggere fino a doratura, quindi aggiungere la salsiccia e, a fuoco vivace, rosolare per bene. A questo punto unire i pomodori, la melanzana e la zucchina già preparate e continuare la cottura per altri cinque minuti. Aggiustare di sale.

Cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolarla ed unirla alla salsa preparata. Amalgamarla sul fuoco, distribuire nei piatti di portata e grattugiare sopra la ricotta. Servire.

 

La Locanda di Alia

Ristorante dal 1952

Via Jetticelle 55 Castrovillari (CS)

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Le ricette della Locanda di Alia

GETANO ALIA La Locanda di Alia Castrovillari

Alia nasce nel 1952. Papà Antonio, sarto, e mamma Lucia, casalinga, aprono una piccolissima trattoria per uscire dalla grande fame di quegli anni. Nel giro di pochissimi anni, la trattoria si afferma tra gli autotrasportatori e una piccola clientela di affari: artefici veri del miracolo economico italiano degli anni ’60.

Nel 1964 la trattoria si trasforma in ristorante che nel giro di pochissimi anni riesce ad avere una citazione sulla prima rubrica gastronomica che compare in Italia a cura de L’Espresso, scritta da Camilla Cederna. La prima guida in assoluto, che lo ha citato come migliore ristorante del Sud Italia, è stata la “Gault & Milau” francese.

I successi, ottenuti con grandi sacrifici in una terra che non regala niente a nessuno, si susseguono e le guide gastronomiche, nate in quegli anni, ne parlano entusiaste.

Nel 1992 Gaetano Alia è chiamato per una consulenza negli USA ed apre con la compagnia Vincenti un ristorante a West Hollywood. La cucina offerta ha i sapori ed i colori della cucina mediterranea. Gambero rosso, Alice, Gusto, Eat- parade si interessano costantemente a lui e nel 1996 La Locanda entra a far parte de “Le Soste”, associazione che riunisce i più importanti nomi della ristorazione italiana nel mondo ed è socio fondatore del Consorzio Assapori.

Gaetano Alia dal 2002 insegna ad “Alma” università di specializzazione della Cucina Italiana, il cui rettore è Gualtiero Marchesi. Ha rappresentato l’Italia a New York, in varie occasione come al Columbus Day , per la manifestazione del ” Made in Italy” abbinando le sue creazioni a quelle dello stilista Versace. È stato ospite del ristorante “Il San Domenico di New York” di Tony May per una settimana di cucina calabrese, riscuotendo grande successo tra gli ospiti e la stampa. In quell’occasione, per la prima volta, il New York Times ha parlato di lui con toni esaltanti.

La sua cucina può essere definita “regionale d’autore”, perché è radicata nel territorio e nella tradizione, in cui solo la qualità dei prodotti ed i profumi del territorio sono esaltati, e la Calabria per fortuna, ne ha in grande quantità. Basti pensare che ancora oggi propone piatti le cui origini si perdono nella notte dei tempi come la carne di maiale ‘ncantarata con miele e peperoncino, una variante moderna di una pietanza, molto probabilmente, arrivata in Calabria ai tempi della Magna Grecia.   Egli, infatti, ripete spesso che per fare nuova cucina è necessario guardare al passato e cercare l’ispirazione.

 Ispirazione che trova ogni mattina, quando va a al mercato di frutta e verdura di Castrovillari. Egli dice: “Ogni mattina, tra i banchi del mercato, le verdure a km zero mi parlano, così come il pesce del mar Ionio e le carni allevate sul Pollino: da questi prodotti nascono nuove idee!  Solo dal rispetto delle materie prime e dalla loro conoscenza possono nascere grandi piatti.” E questo onorare l’eccellenza a portata di mano consente una cucina nobile, anche partendo da prodotti poveri. Il New York Times ha scritto “Qui la semplicità è scelta autentica per una raffinata cucina mediterranea” perché “le cose più sono semplici e più sono difficile da realizzare”.

LA RICETTA

 

FILETTO DI MAIALE NERO DI CALABRIA CON I FRUTTI BOSCO

 

Ingredienti per quattro persone

 

16 medaglioni di filetto di maiale nero di Calabria

500 gr di frutti di bosco freschi puliti e lavati

150 gr di zucchero

3 mele 

4 foglie di citronella fresca

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Sale q.b.

Esecuzione

Per prima cosa preparare la composta di frutta fresca cuocendo contemporaneamente i frutti di bosco ed 1 mela con la buccia insieme allo zucchero per circa 30 minuti.  Raffreddare rapidamente e mettere da parte.

 Lavare, sbucciare ed affettare le rimanenti mele.

In una padella, che contiene esattamente la carne, versare l’olio e mettere le fettine di mela soffriggere per qualche minuto, quindi la carne e continuare la cottura finché questa non è cotta. Aggiungere le foglie di citronella, la composta di frutta e lasciare insaporire per 2/3 minuti. Distribuire 4 medaglioni in ogni piatto di portata con un po’ di salsa e servire.

 

La Locanda di Alia

Ristorante dal 1952

Via Jetticelle 55 Castrovillari (CS)

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www.lalocandadialia